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Chaberton
I l Monte Chaberton (3.131 m.) è una montagna delle Alpi Cozie situata nel
dipartimento francese delle Alte Alpi.
Si trova sulla cresta che costituisce lo spartiacque fisico principale tra Italia e Francia;
la vetta si troverebbe in territorio italiano, ma politicamente dal XX secolo appartiene alla Francia per motivi storici.
La montagna domina allo stesso tempo l'italiana Valle di Susa e la valle francese di Briançon.
Panorama dalla vetta dello Chaberton con resti delle Batterie militari
Data la sua posizione eminente, pressoché inespugnabile, e la sua vicinanza al confine francese,
il monte ebbe sempre notevole importanza strategica.

Torri Per questo motivo, tra fine XIX secolo ed inizio XX secolo
vi fu costruita un'opera fortificata, la cosiddetta Batteria
dello Chaberton, che ebbe un ruolo attivo nella guerra
tra Italia e Francia del 1940.
Nel 1947, con i Trattati di Parigi, il monte passò alla Francia;
attualmente è situato nel dipartimento delle Alte Alpi e sotto il
comune di Névache.
Si tratta di una notevole piramide rocciosa, che si estende con
versanti di notevole pendenza verso est ed ovest.
La vetta si trova sulla cresta spartiacque che si estende da
nord a sud,limitata idealmente a nord dal Colle dello
Chaberton, ed a sud dal Colle del Monginevro.
La vetta fu pesantemente modificata nel corso dei lavori di
costruzione della batteria fortificata, presentandosi oggi come un'ampia spianata,
raggiunta dall'antica strada militare di servizio.

Accesso alla vetta
Il percorso più facile, benché sia anche il più lungo, si sviluppa lungo l'antica strada militare che
parte da Fenils, frazione di Cesana Torinese sul tracciato della vecchia strada carrozzabile dello Chaberton.
La strada sale da Fenils al Colle dello Chaberton, e da qui fino in vetta.
Pur con qualche difficoltà, la strada è percorribile anche con la mountain bike.
La strada era percorribile con mezzi motorizzati fino al 1987, quando venne chiusa al traffico.
Il percorso più utilizzato dagli escursionisti a piedi si sviluppa da Claviere. Da questa località si risale
il vallone delle Baisses, passando per le Grange les Baisses ed il Ricovero Sette Fontane fino a
raggiungere da ovest il Colle dello Chaberton, dove ci si ricongiunge con l'itinerario precedente.
Un itinerario più difficile si sviluppa lungo la cresta SSE, partendo dalla statale 24 poco a monte di Cesana.
Il percorso era in origine utilizzato per collegare a piedi la Batteria Alta e la Batteria Bassa, evitando
la lunga strada da Fenils. Si raggiunge la Batteria Alta, da cui si risale il Petit Vallon fino alla base
di alcune paretine rocciose coperte di detrito.
Si risalgono le paretine, eventualmente assicurandosi ai numerosi spit presenti, fino a portarsi
sulla cresta SSE, da dove si raggiunge la vetta.
Questo percorso originariamente era una vera e propria via ferrata, mentre oggi è da considerarsi
un sentiero attrezzato; presenta difficoltà di tipo alpinistico, con passaggi esposti
ed alcuni tratti di semplice arrampicata.

Fortificazioni
Per approfondire, vedi la voce Batteria dello Chaberton.
Le rovine della Batteria dello Chaberton sono ancora visitabili.
Si deve porre però particolare attenzione: la parte sotterranea non è illuminata,
ed è spesso ingombra di ghiaccio; inoltre, si tratta di un'opera che non è stata sottoposta a
manutenzione da decenni. Si tratta di una fortificazione eretta dall'Esercito Italiano
in alta Valle di Susa tra il 1898 e il 1910, con successivi ulteriori interventi.
Si trova sulla cima del monte Chaberton, a 3130 m. Il forte è oggi accessibile a piedi
o in mountain bike percorrendo la vecchia strada militare da Fenils, oppure
solo a piedi partendo da Claviere e risalendo il vallone delle Baisses fino al Colle
dello Chaberton, da cui riprendere la strada militare.
L'accesso alla strada militare con mezzi a motore è proibito, e la Gendarmerie francese
è molto severa nel punire i trasgressori. È possibile visitare sia le opere a cielo aperto
che quelle in sotterraneo. Per queste ultime, è opportuno attrezzarsi in maniera consona:
oltre a provvedere all'illuminazione, si deve tenere conto che molte gallerie sono
ingombre dal ghiaccio, e per accedere ad alcune zone si devono utilizzare tecniche di
tipo alpinistico, quali l'uso di corda e ramponi. Si deve inoltre tenere conto che si ha a che fare
con strutture prive di manutenzione da decenni, che sono state sottoposte in passato a bombardamento
e che hanno subito l'effetto delle intemperie; la stabilità delle strutture dunque è tutt'altro che garantita
Storia
La progettazione della fortificazione risale a fine '800, quando, con la Triplice Alleanza,
l'Italia perseguiva un piano di miglioramento dell'apparato di fortificazioni sul confine con la Francia.
La vetta dello Chaberton fu scelta per la sua posizione strategica, per la sua inaccessibilità e
per l'impossibilità di colpirla con le armi a tiro curvo dell'epoca.
Il progetto fu quello di un'opera ad azione lontana, ovvero con il fine di bombardare postazioni
militari anche a notevole distanza in territorio straniero. Si iniziò nel 1898, con il tracciamento
della strada che univa la frazione Fenils alla vetta del monte. I lavori, sotto la guida del maggiore
del Genio Luigi Pollari Maglietta, terminarono nel 1910, ma già nel 1906 la batteria fu armata con
8 cannoni da 149/35 in torretta corazzata. Durante la prima guerra mondiale il forte fu disarmato, ed i
cannoni utilizzati sul fronte orientale. In questo periodo non vi fu presidio al forte.

Il miglioramento degli armamenti aveva reso il forte vulnerabile al tiro dei mortai.
Pertanto negli anni trenta si iniziò a ristrutturare pesantemente il forte.
Nel 1940, allo scoppio delle ostilità con la Francia, il forte divenne attivo per la prima volta:
venne utilizzato per bombardare obiettivi militari francesi, senza peraltro causare grandi danni.
L'esercito francese aveva però già pronto un piano di bombardamento del forte.
Il mattino 21 giugno 1940, i Francesi cominciarono a bombardare; i mortai francesi in
breve tempo misero fuori uso sei delle otto torrette del forte, causando nove morti e
cinquanta feriti, mettendo fuori uso la teleferica di servizio del forte, e causando danni notevoli
alle strutture. Con l'armistizio del 25 giugno, il forte cessa l'attività.
Abbandonato dopo l'8 settembre 1943, fu poi occupato da reparti della Folgore
della RSI nell'autunno del 1944, per poi essere definitivamente abbandonato dopo la resa
della Germania e della RSI nel 1945. Con i trattati di Parigi del 1947, l'intero monte Chaberton,
e quindi il forte, passarono in territorio francese.
Abbandonato, il forte venne svuotato di tutte le strutture metalliche nel 1957.
Nel 1987 venne chiusa al traffico anche la rotabile che congiungeva Fenils con la vetta.
Struttura .
Inizialmente il forte era costituito da strutture in muratura a cielo aperto, disposte sulla
vetta del monte. Questa era stata spianata ed abbassata di circa 6 m per permettere la
costruzione delle opere; Il forte si sviluppava in lunghezza; due lunghi corridoi davano accesso
a diversi locali, che fungevano da camerate, magazzini, infermeria, comando, cucine.
Sul tetto sorgevano otto torri in muratura alte poco più di 7 m e con un interasse di 6 m
tra di loro; sulla cima delle torri erano disposti i cannoni. La cima di ogni torre
era raggiungibile con una scala a chiocciola metallica interna.
Il deposito principale delle munizioni era invece sottostante le opere in muratura.
L'armamento di ogni torre era costituito da un cannone in una torretta corazzata
girevole che aveva una forma simile a quelle utilizzate nelle installazioni navali.
All'epoca della progettazione non esisteva alcuna arma a tiro curvo in grado di raggiungere le torrette.

Fonte wikipedia.org

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