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| I misteri della preistoria : l'arte rupestre | |
| Sul sito RUPESTRE.NET si cita il ritrovamento di un masso, rinvenuto sulla cresta della collina di Monsagnasco. La superficie incisa è quasi piana, di forma triangolare, cosparsa di coppelle regolari talvolta erose dagli elementi naturali. Spiccano 6 coppelle maggiori (diametro massimo 9 cm) Due sono ovoidali, due unite da canaletto ansato che sbocca all'esterno, e due ultime (di cui una ovoidale) unite da altri canaletti ansati alla vaschetta maggiore. La vaschetta presenta una certa somiglianza con l'impronta di un piede di grandi dimensioni. E' la prima roccia segnalata in valle e in Piemonte nel 1881, nel corso di ricerche geologiche sulla collina morenica di Rivoli; presenta notevoli analogie con le altre rocce a coppelle scoperte in seguito nelle vicinanze. Comune di Rivoli (TO), località Monsagnasco, quota 404 m. Cresta della collina di Monsagnasco, anfiteatro morenico di Rivoli, bosco ceduo di castagni. Su sentiero. Masso stabile di 190 x 90 cm, superficie piana-irregolare, inclinazione da 10 a 40 gradi. Micascisto quarzoso. Incisioni: 61 coppelle, 4 canaletti, vaschetta pediforme. |
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| Ombre del passato | |
| Cinquemila anni fa, il nostro fondovalle era caratterizato da acquitrini e paludi mentre . I versanti dei monti erano ricoperti di boschi. Proprio alle pendici del monte Pirchiriano, che secoli dopo avrebbe visto sorgere sulla propria cima la Sacra di San Michele, esisteva un piccolo villaggio risalente alla fine dell’età neolitica. Nei primi anni dell’Ottocento furono scoperti i primi oggetti di quel periodo: asce in pietra levigata e frammenti di recipienti d’argilla. Poi ci furono le campagne di scavo effettuate dagli archeologici, richiamati sul posto dalla bellezza degli attrezzi rinvenuti; tra l'altro fu possibile risalire,tramite gli strumenti recuperati,alla fauna del tempo: cervi, caprioli, lepri Sappiamo che grazie all’impegno del Comune di Vaie, ai finanziamenti della Provincia di Torino e al lavoro dei volontari, i reperti hanno permesso la realizzazione del piccolo museo archeologico e di un percorso didattico che, illustrato da apposita segnaletica e da tabelloni esplicativi, si snoda attraverso boschi di castagni e conduce sui luoghi abitati dai vaiesi in quei tempi lontani. (rif. LAGAZZETTAWEB.IT) Il tragitto è facilmente percorribile in circa 30 minuti di cammino (unica raccomandazione: indossare calzature comode!). Inizia sull’Antica strada di Francia (nell’area attrezzata della “Pradera”), tocca il “Riparo Rumiano”, si dipana comprendendo punti panoramici ed un tratto della “mulattiera delle lese” (un tempo usata dalle slitte che trasportavano la legna), oltrepassa la “Fontanina” e una interessante zona palustre (che sarà oggetto di un recupero naturalistico), raggiunge il Santuario di San Pancrazio (fondato nell’XI secolo) per poi scendere a concludersi presso l’ex municipio. Costruito nel 1677, nel cuore del pittoresco centro storico addossato alla montagna e cresciuto sull’antica strada di Francia, il “capolinea” del percorso archeologico didattico è stato ristrutturato per accogliere appunto il Civico Museo Laboratorio della Preistoria.(bibliotecadivaie@libero.it) Ci auguriamo che tutte le argomentazioni qui trattate possano essere divulgate e messe a disposizione di associazioni, studenti, turisti e scolarescheInserire il contenuto. |
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| Preistoria | |
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