Avigliana
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Cenni storici
   
C'era una volta... la Via Francigena o Romea ed è proprio lungo questa via che sorge la città di Avigliana,
le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Viaggiando a ritroso nei secoli, giungiamo alle prime notizie di un centro di palafitte durante il periodo
Neolitico. Pochi ma importanti reperti ritrovati sono stati fatti risalire all'età della pietra e del bronzo.
Tra questi un eccezionale interesse è destato da una pietra, che ci riconduce al culto
delle dee Matrone dell'epoca celtica, e dalla presenza sul territorio di numerosi esempi di coppelle, che
riportano ai sacrifici ed ai cerimoniali dei Druidi, sacerdoti Celti.
La prima formazione di un centro abitato sembra voluto dal condottiero celtico Belloveso
ed avviene quasi certamente attorno al 595 a.C.
In epoca romana la nostra cittadina era detta "ad fines Cortii", era, infatti, l'ultimo borgo prima di entrare
nel regno di Cozio.
Qui si riscuoteva la "quadragesima Galliarum" dazio sulle merci in transito provenienti dalle Gallie.
Nel 750 , nella città, sarebbe avvenuto lo scontro fra Pipino il Breve, re dei Franchi, e Astolfo, sovrano
dei Longobardi. Poco più tardi Carlo Magno sconfisse Desiderio nella battaglia della Chiusa ai piedi
del monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, considerata un simbolo della nostra regione.
La storia di Avigliana è strettamente connessa con le vicende della bassa Valle di Susa dove fù
sensibile l'influenza benedettina dell'Abbazia di Novalesa.
I benedettini fondarono ad Avigliana un ospedale per i pellegrini che dalla Francia attraversavano le Alpi.
Le opere dei religiosi vennero devastate dalle numerose incursioni dei Saraceni, invasori della Valle
a partire dal VIII secolo.
Nel 1034 la Valle seguì il destino della marchesa Adelaide , un personaggio di notevole importanza per la
città a lei si deve la costruzione del Borgo Nuovo di Avigliana, nato con lo scopo di limitare il divario
esistente tra il Castello ed il sottostante Borgo Vecchio.
Adelaide morì nel 1091. Fu una donna di grandi qualità, suocera dell'Imperatore
Enrico IV (il quale ne avevasposato la figlia Berta), amica di Pier Damiano,
ricordata anche da Dante , risultò una delle figure più
importanti della sua epoca, ebbe figli solamente dal terzo marito e fece di Avigliana una delle sue dimore
preferite, dove stabilì la sede della sua corte.
Nel 1139 anche Amedeo III, morto a Cipro durante la seconda Crociata, dimorò nel castello.
Nel 1187 vi fu l'assedio di Avigliana e la successiva conquista da parte di Enrico VI, figlio
del Barbarossa , e gravi danni vennero inferti alla città ed al castello.
Ma poco dopo morirono i due contendenti al trono: Federico Barbarossa e Umberto III.
A quest'ultimo successe il figlio Tommaso I che, approfittando della
nuova politica di Enrico VI, si riconciliò con l'Impero, ottenendo il pieno riconoscimento dei suoi diritti su Avigliana dove potè ricostruire il castello,precedentemente distrutto.
Nel 1350 Amedeo VI, detto il Conte Verde, dichiarò Avigliana piazza franca, si deve a lui la
fortificazione del castello e delle sue mura.
Uomo dalla volontà forte, impetuoso e inquieto, in perenne movimento, nelle cui azioni
traspirava l'ansia di affermazione nell'etica cavalleresca, gran politico e valente condottiero
è certamente la personalità di maggiore spicco dei Savoia: nessuna figura, a lui precedente
o posteriore, regge il confronto.
Il Conte Verde sposò Bona di Borbone e dalla loro unione nacque in Avigliana nel 1360
Amedeo VII il Conte Rosso.
Il suo profilo non si discostò da quello paterno: stessa energia, medesimo pragmatismo politico.
Sposò Bona di Berry nel 1380, anche lei, come la contessa madre, appartenente ad una delle maggiori
famiglie feudali francesi.
Nel 1365 Il Conte Verde ricevette l'investitura a Vicario Imperiale nella Savoia e nelle diocesi di Sion,
Losanna, Ginevra, Aosta, Ivrea, Torino, Moriana, Torantasia, Belley ed il conferimenti di tutti i diritti
imperiali gravanti su queste terre.
Il 4 ottobre 1367 Amedeo VI fece rinchiudere nel castello di Avigliana Filippo II d'Acaja, il quale
dovette rispondere ad una lunga serie di accuse, che andavano dal tradimento alla devastazione
provocata dai suoi soldati.
Filippo fu condannato a morte con verdetto unanime e inappellabile.
La sentenza fu eseguita il 21 novembre: legato mani e piedi, trasportato su di una barca nel mezzo
del lago sottostante il castello e quindi annegato nelle gelide acque.
Tra le leggende, pare che ancora oggi il suo spirito irrequieto aleggi sulle acque del lago a ricordare
l'infausto evento.
Nel 1391 a soli 31 anni il Conte Rosso morì a Chambery, forse di tetano, a causa di una ferita procuratasi
in una caduta da cavallo durante una battuta di caccia al cinghiale.
Nel 1536 un'armata francese al comando del maresciallo Montmoreucy riuscì a forzare le difese di Susa
e assediare Avigliana: le mura non erano costruite per sopportare le cannonate.
Furono aperte delle brecce e, mentre il comandante della guarnigione
(che comprendeva 200 fanti alle mura e 300 al castello) cercava di trattare la resa, i francesi
si accorsero che la sorveglianza si era allentata, entrarono in città ed il comandante,
insieme ai pochi superstiti, fu impiccato.
Il 17 agosto 1630 Avigliana si apprestò nuovamente a combattere i francesi, la guarnigione era
ridotta a 500 uomini comandati dal colonnello Emanuelli: un'impresa disperata, dato che il
grosso dell'esercito piemontese era impegnato nella difesa di Torino e Savigliano, oltre a ciò
dai primi del mese di agosto in città era subentrata la peste che si diffondeva con estrema rapidità.
Il 28 maggio 1690 i francesi bombardarono Avigliana e distrussero il castello lasciandolo come ancora
oggi appare.
Tra le leggende si narra che molte persone hanno giurato di aver visto nelle notti di luna piena sui suoi
spalti i fantasmi dei soldati appostati a difesa delle mura.
Avigliana, pur non avendo più il castello, subì numerosi danni da eserciti nemici che continuarono
a scendere in Valle di Susa. Nel 1859 il borgo di Avigliana vide ancora una volta sfilare per le sue vie un esercito francese, ma ora in
veste amichevole: erano le truppe di Napoleone III che accorrevano in aiuto al Piemonte in lotta
contro l'Austria.
Avigliana fu sempre importante: come avamposto militare romano sulla via delle Gallie, come
piazzaforte durante il medioevo ed in seguito come attivo centro commerciale, poi industriale, come
dimostrano le numerose fabbriche che fiorirono alla fine del secolo scorso
(Dinamitificio Nobel, Ducco Vernici, ecc. ...).
   
Parco Naturale dei Laghi di Avigliana  
   
 
Il Parco del Laghi di Avigliana è situato nella Valle di Susa, in una zona morenica che
fa parte dell'anfiteatro di Rivoli-Avigliana, area di depositi di origine glaciale.
E proprio i ghiacciai, dei periodi del Riss e del Würm, sono i responsabili della
formazione dei nostri due laghi (in origine quattro, di cui uno trasformato
nella torbiera di Trana, l'altro evoluto in quella che è la Palude dei Mareschi).

Purtroppo in epoche piuttosto recenti il Lago Grande era addirittura ritenuto tra i
più inquinati d'Italia, a causa del cattivo utilizzo delle sue acque da parte dell'uomo.
L'istituzione del Parco è giunta dunque a salvare una situazione che stava per divenire drammatica.

Il Lago Piccolo,poi, non è stato affatto toccato dal turismo tradizionale, e ci offre oggi l'incanto di un
ambiente rilassante, ricco di canneti.
Le sue sponde, come quelle del Lago Grande, sono percorse da sentieri segnalati, che si possono seguire
su un terreno pianeggiante.
- Tratto dalla pubblicazione informativa "Altrochè Verde" Regione Piemonte -Ass. al Turismo
sport e tempo Libero
 
 
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