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| Il significato religioso della Sacra | |
| Visitare la Sacra o conoscerne il suo cammino storico, vi darà la possibilità di cogliere almeno una piccola parte della sacralità che l'avvolge. Potrete addentrarvi nella sua infinita ispirazione cristiana, fra le arcate della chiesa e le bizzarre sculture medioevali o gli infiniti rocciosi gradini, Ma essa è il culmine vertiginosamente santo, così come la cantava Clemente Rebora, voce fra le più genuine e inquietanti della poesia religiosa del novecento. La Sacra è di San Michele perchè nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele, da sempre venerato come il principe delle milizie celesti e braccio destro della divinità. Un cronista dell'abbazia clusina annotava a metà del XI secolo: "... il beato Michele, Arcangelo del Signore ha scelto per se, in modo specialissimo, tre luoghi illustri : il primo è il monte Gargano, ormai notissimo in tutto il mondo; il secondo, vicino all'oceano Atlantico, si chiama Presso-il-pericolo-del-mare (Mont-Saint Michel); il terzo (la Sacra di San Michele), posto giustamente in mezzo alle cime elevate dei monti, dove si può contemplare più da vicino la maestà " divina ". E' ancora il monaco Guglielmo che scrive: "Il luogo è lontano da ogni impaccio e moderno tumulto: qui non strepito d'uomini e d'animali; non frastuono, non ruggiti: la pianura d'Italia, con ameni paesaggi e fiumi, vi si stende a far lieti gli sguardi umani ". Ma è difficile dire che cosa faccia più fremere l'animo del visitatore che oggi si avvicina alla Sacra: se il suo aspetto storico, artistico, fantasioso, magico, panoramico... oppure le bibliche sculture incise sul portale dello zodiaco e quelle che attorniano il finestrone dell'abside centrale, con profeti ed evangelisti che cantano al sole nascente, in compagnia d'una stupenda a nnunciata, dal volto d'una dolcezza mistica, opera del 1160/70. Ovunque la si guardi la Sacra sprigiona un forte senso religioso: ancor più fra le colonne austere e sotto le volte della basilica, che pare conservino l'eco delle delicate note gregoriane, il canto che da secoli qui si fa preghiera e si fa poesia; ma anche fra le mute , quando la vista posa sullo spettacolo triste e raccapricciante di resti di mura silenziose e misteriose: per secoli esse hanno ospitato un intenso vissuto spirituale e culturale, ora vanno sbriciolandosi a vista d'occhio. |
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