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| Sant' Antonio di Ranverso - I cavalieri di Malta Senza Patria (l'erranza ) | |
| Dopo molte traversie, alla fine di luglio la flotta giovannita approda a Civitavecchia: il Papa mette la città a disposizione del Gran Maestro perchè ne faccia la sede provvisoria dell'Ordine. Tra le prime ipotesi viene valutata la possibilità di installarsi nel porto di Suda, sulla costa settentrionale di Creta o a Cerigo, la più meridionale delle isole Ioniche. Un progetto che incontra subito l'opposizione di Venezia: la Serenissima è legata a Costantinopoli da accordi commerciali e politici e teme la vicinanza dei bellicosi figli di San Giovanni. Una giustificazione a parer mio da ribrezzo! Preferire il vile denaro alla difesa della Cristianità in primo luogo ed al riconoscimento dei meriti e dei sacrifici sopportati dai Cavalieri di San Giovanni è da vero scandalo! Ulteriori sondaggi prendono in esame l'Elba, Minorca, Ibiza, Heres, Ischia e Malta. E tra le tante, la soluzione ideale appare proprio quest'ultima. Appartiene alla corona di Spagna e la decisione per una eventuale cessione spetta solo a Carlo V. L'intenzione dell'imperatore è di concedere Malta, Gozo e la base di Tripoli, ma illustra anche la pesante contropartita richiesta: Le due isole saranno assegnate in feudo perpetuo, ma il Gran Maestro dovrà prestare giuramento di fedeltà al sovrano. Condizioni inaccettabili. Il giuramento di fedeltà costituirebbe una grave violazione della Regola che impone la più rigida neutralità nei conflitti tra stati cristiani e contrasta con la condizione sovrannazionale dell'Ordine. Malta non entusiasma i Cavalieri. Grande, rocciosa, inospitale, non regge il confronto con Rodi nè per clima, nè per bellezze naturali e da esperti soldati, si rendono conto di come sia difficile difenderla. Per fortificarla dovranno spendere somme ingenti. Carlo V intanto ha preso la decisione definitiva: concederà Malta sgravata da qualsiasi obbligo di fedeltà, ma insiste nell'aggiungere alla donazione la fortezza di Tripoli. Un regalo del quale l'Ordine farebbe volentieri a meno, vista l'eccessiva vicinanza con i possedimenti Islamici... sarebbe un suicidio! Il 23 marzo del 1530 Carlo V firma la bolla con la quale assegna l'isola alla Sacra Milizia. Il 26 ottobre il Gran Maestro sbarca a Malta e ne prende possesso. |
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| A Malta | |
| E' proprio qui che i Cavalieri prenderanno la loro attuale denominazione! L'isola si presenta però molto inospitale: arida, sassosa, quasi priva di vegetazione, Malta mette subito a dura prova la tenacia e lo spirito di sacrificio dei suoi nuovi proprietari. Unico elemento positivo, la condizione delle coste: due insenature molto ampie e profonde possono ospitare numerose navi di notevoli dimensioni e stazza. Si lavorò senza soste e se da un punto di vista strategico l'isola aveva una posizione di grande valore, per quanti sforzi venissero fatti non si riusciva a fortificarla del tutto. Solimano e i suoi ammiragli lasceranno chiaramente intendere che, prima o poi, anche l'Italia sarebbe rientrata nei loro programmi di conquista. Ma nei primi mesi del 1564, le notizie che giungono da Costantinopoli indicano che Solimano è in procinto di lanciare le sue armate in una nuova e grandiosa impresa. Il vecchio sultano possiede un impero sterminato, ma ha ancora un progetto da realizzare: conquistare Roma, la capitale della Cristianità. La mattina del 22 marzo, sul molo principale del Corno d'Oro, Solimano il Magnifico riceve la più grande armata che abbia mai messo in campo nel corso della sua lunga carriera di condottiero. Migliaia di uomini gli giurano fedeltà fino alla morte e nelle capitali europee qualcuno comincia finalmente a pensare di aver sottovalutato la minaccia che proviene da Oriente. Ha 28 anni quando vive la drammatica esperienza dell'assedio di Rodi. Jean de La Vallette invia ai Gran Priori l'ordine di mobilitazione per tutti i confratelli in grado di combattere. Sa che non riceverà aiuti e che potrà contare solo sulla sua gente.I turchi non sembrano voler perdere tempo, ma i tentativi di scalata da parte dei turchi erano inutili quanto sanguinosi. L'assalto generale fissato per la mattina del 16 giugno, si protrae per sette ore. Migliaia di giannizzeri tentano di sopraffare un pugno di uomini che si oppone alla loro furia ma per due volte i Cavalieri respingono gli avversari che, costretti a ripiegare, lasciano sul terreno più di mille morti. Anche i Giovanniti sono però allo stremo. "Non ci sono più munizioni e non c'è Giovannita che non sia ferito" racconta un soldato che riesce a raggiungere il Gran Maestro, attraversando a nuoto un braccio di mare. Il 23 giugno, vigilia di San Giovanni, Patrono dell'Ordine, è il giorno per lanciare una nuova offensiva. I pochi Gerosolimitani superstiti si confessano l'un l'altro e si comunicano. Conoscono la propria sorte: nessuno potrà accorrere in loro aiuto ed è inutile sperare nella pietà del nemico. Sanno che molto probabilmente in quelle condizioni non potranno resistere, ma la loro determinazione e il loro onore li portano comunque a combattere e morire da Cavalieri! L'ultimo duello avviene sulla soglia della cappella. Uno scontro che dura pochi minuti. Poi, massacrati gli ultimi avversari, gli ottomani piantano sulle rovine della fortezza gli stendardi della Mezzaluna. Ma l'isola è ancora tutta da conquistare e l'eroismo dei difensori di Sant'Elmo ha galvanizzato gli altri soldati della Croce. A Malta non si stava svolgendo una delle tante battaglie tra cristiani e musulmani, ma era in gioco il prestigio militare dei due schieramenti. Una partita decisiva tra la Croce e la Mezzaluna. I turchi non si rassegnano, però il fatto che decide l'assedio è la notizia dell'imminente arrivo di rinforzi per gli assediati, un aiuto da parte dell'Europa!Pochi Cavalieri ben determinati ed addestrati hanno sconfitto un esercito di migliaia di fanatici. Un esempio di come la Fede può rendere un uomo dieci volte più forte. La Croce ha sconfitto la mezzaluna per la seconda volta.... Qualche giorno dopo, Jean de La Vallette metterà a segno un altro colpo contro Solimano. Gli agenti segreti, gli stessi che lo avevano tenuto costantemente informato sulle mosse dell'avversario, incendiano l'arsenale di Costantinopoli. Un'impresa che demoralizza il vecchio sultano il quale si sente, per la prima volta, minacciato fin nella capitale del suo regno.Il Gran Maestro concesse tempi molto brevi. Il vecchio soldato aveva fretta di mettere la sua isola in condizioni di resistere a un ritorno del nemico e contagiava la sua ansia anche ai più stretti collaboratori. Jean de La Vallette, l'eroico vincitore di Solimano, muore il 21 agosto del 1568.I turchi ritrovano ben presto la loro baldanza: occupano Cipro.Una nuova insidia, che offre l'estro a Pio V per convincere il re di Spagna che è ormai giunta l'ora di affrontare con determinazione l'impero ottomano.Nasce una lega della quale, oltre alla Spagna, fanno parte, Venezia, la Santa Sede, il Duca di Savoia, il Granduca di Toscana, Genova, il Regno di Sicilia e l'Ord ine di San Giovanni.La tensione accumulata nuovamente tra i due fronti porta alla famosissima battaglia di Lepanto del 17 ottobre del 1571. Il fronte cristiano conta su 243 navi mentre quello turco ne schiera 280. Ancora una volta l'Islam subirà una gravosa ed impressionante sconfitta. |
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