HomePage storia della Val di Susa
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I primi insediamenti sembrano risalire al V millennio a.C.: tracce importanti della preistoria
sono state rinvenute a S.Valeriano (frazione di Borgone) e Vaie.
Queste aree furono abitate da famiglie di cacciatori-raccoglitori fino al III millennio a.C.ed oggi
potete vedere ancora alcuni reperti presso i musei locali ( Susa e Torino per esempio).
Alcuni antropoligi sostengono che in Val di Susa vi sia stata una certa influenza da parte di tribù celtiche translpine.
A testimonianza di questo vi sarebbero alcuni graffiti su roccia, l' acropoli di Susa, altari con coppelle sul Monte Musinè,....
Successivamente, la colonizzazione romana fa di Susa la più importante via commerciale attraverso le Alpi.
Il Valico del Monginevro fu attraversato nel 218 a.C. da Annibale ed i suoi cartaginesi, da Giulio Cesare, Costantino, Carlo Magno.
Il confine tra Gallia Cisalpina e Gallia Transalpina poteva essere situato nella zona di Ocelum, oggi Drubiaglio.
Tra il 13-12 a.C. venne sancita un' alleanza tra le due popolazioni con un accordo tra Re Cozio
ed Augusto: in suo onore venne eretto l'' arco a Susa.
Dai Commentarii de bello Gallico (lib. I, cap. X) risulta che il confine tra Gallia Cisalpina e Gallia Transalpina
poteva essere situato nella zona di Ocelum, oggi Drubiaglio.
Tra il 13-12 a.C. venne sancita un' alleanza tra le due popolazioni
con un accordo tra Re Cozio ed Augusto: in suo onore venne eretto l' arco a Susa.
L' area gode per quattro secoli di sviluppo ed economia fiorente, successivamente l’area subì un indebolimento progressivo
fino a quando iniziarono le prime invasioni barbariche
Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, si susseguirono invasioni da parte di Goti, Bizantini, Longobardi…
Intorno al 773 l’esercito di Carlo magno attraversò il Valico del Moncenisio per sconfiggere i Longobardi.
Seguì ancora un’invasione Saracena e dopo la loro sconfitta iniziò un periodo di ricostruzione e ripresa economica.
Proprio poco prima dell’anno mille fu fondata l' abazia di San Michele sul Monte Pirchiriano, detta successivamente “la Sacra”
per celebrarne l’eccellenza: diverrà poi addirittura simbolo ufficiale del Piemonte.
Sempre in questo periodo fu fondata l'abbazia di San Giusto di Susa, oggi cattedrale; Sant'Antonio di Ranverso fu edificata sul finire del XII
secolo come ospedale in seguito alle epidemie di "fuoco Sacro", e la Certosa di Montebenedetto a partire dal 1197 ospitò i
monaci della Certosa della Losa, a suo tempo abbandonata in seguito alle invasioni saracene.
Nel corso del XIII secolo vi fu un periodo
di abbondanza dei raccolti e di ripresa dei traffici commerciali, in particolar modo attraverso il valico del Moncenisio.
Le attività agricole vennero regolamentate e ad alcune città come Susa ed Avigliana furono concessi degli statuti.
I vari castelli, da opere puramente difensive, si trasformarono nelle residenze fortificate dei signori feudali o iniziarono a cadere in rovina.
San Michele e Novalesa sono quasi abbandonate.
Alla fine del 1400 i Savoia si insediarono a Torino.
Cambiò tutto l’assetto politico: i re di Francia cercavano continuamente di farsi strada e passarono quasi 3 secoli
attraversati da guerre alternati a momenti di pace
Il confine francese si trovò per un certo periodo nella valle, a ridosso
dei domini sabaudi di Amedeo VI (il "Conte Verde").
La seconda metà del 1600 vide in tutta Europa il divampare delle guerre di religione: in valle di Susa si attuarono svariati conflitti
contro la Riforma (in particolare contro Ugonotti e Valdesi).
Nel 1628-29 si registrarono una grave carestia e la diffusione della peste.
A partire dal 1794 la Francia rivoluzionaria attaccò a più riprese la valle.
La Val di Susa diventa un’area prevalentemente strategica: a Susa purtroppo resta però ormai pochissimo della fortezza più grande
delle Alpi con i suoi 100 cannoni.
Fu proprio Napoleone ad ordinarne la distruzione: le vittorie di Napoleone portarono all'armistizio di Cherasco, che
decretò la fine delle ostilità da parte piemontese.
Se però si vuole rendere onore al giusto, occorre anche ricordare che
lo stesso grande generale sviluppo la strada e la viabilità attraverso il Moncenisio tra il 1803-11 cerando la prima grande
strada carrozzabile attraverso le Alpi.
Re Carlo Emanuele IV abdicò, e la valle fu soggetta al governo francese fino al
termine dell'era napoleonica. Tornò in mano piemontese con la Restaurazione, qui incarnata dalla figura del nuovo re Vittorio Emanuele I.
Nel 1836 re Carlo Alberto ripristinò l'abbazia della Sacra di San Michele.
Tra gli eventi da ricordare:
Nel 1854 fu inaugurata la ferrovia Torino-Susa, e nel settembre 1871 fu aperto il traforo ferroviario del Frejus.
La Seconda Guerra Mondiale segna una perdita non solo drammatica dal punto di vista umano, ma anche territoriale; il valico
del Moncenisio con tutta la sua ricchezza idrogeologica passa alla Francia e la diga da190 milioni di metri cubi di acqua seppellirà un luogo
di indescrivibile unicità: le due centrali oggi producono energia elettrica per Italia e Francia.


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